I Aten't Dead (Episodio II)

Aprile 27th, 2006

E' passato più di un mese dal mio ultimo aggiornamento, e nonostante non abbia ancora intenzione di riprendere ad aggiornare "costantemente" questo blog faccio un piccolo riassunto delle puntate precedenti per chi si fosse chiesto "che fino ha fatto?", sperando che presto sia io che entrambe le mie... collaboratrici (scherzo, eh...) possiamo ricominciare a utilizzare questo spazio in modo proficuo e non come posto dove sfogare le nostre frustrazioni. Perchè sinceramente, se questo dovesse diventare questo blog preferirei chiuderlo nel giro di mezz'ora.

Vi risparmio la lista dei contrattempi che mi hanno costretto per un altro mesetto e mezzo in ospedale (dove tutt'ora rimango), ma vi basti sapere che per quanto tutte queste cose siano state... poco piacevoli si tratta sempre e comunque di effetti collaterali del trapianto, che in se è riuscito pienamente. Il traguardo dei 100 giorni è vicino, e anche se avrei preferito arrivarci in modo più sereno l'importante è che queste cellule maledette lavorino come devono.
Cosa ho fatto in un mese e mezzo? Ho guardato la campagna elettorale, sulla quale mi risparmio commenti, ho seguito le elezioni e tutto ciò che è venuto dopo, ho dormito e ho guardato il soffitto. Ho visto qualche film, e non sono riuscito a leggere nemmeno un libro (ci sono periodi in cui vado in saturazione). Ho tentato addirittura di rispolverare il mio GameCube con un paio di acquisti "classic" che adesso sto sfruttando, nei momenti di tregua da analisi e altre amenità. Quando uscirò dall'ospedale, tanto per cambiare non lo so... previsioni non ne faccio, visto che vengo classicamente smentito (le prime volte i dottori dicevano addirittura prima di Pasqua... ahah!).

Vi rimando quindi ai prossimi giorni, sperano che l'ultima new entry nei miei divertimenti (la parola cistite vi dice qualcosa? In caso negativo meglio per voi) mi dia un po di tregua presto!

Buona Notte, E Buona Fortuna.

Marzo 15th, 2006

Good Night, And Good Luck

Good Night, And Good Luck è un film terribilmente attuale. Come è possibile, vi chiederete voi? Dopotutto si tratta di un quasi-documentario in bianco e nero, ambientato nell'america degli anni '50, nel mondo del giornalismo televisivo.

Che il divo hollywoodiano George Clooney si sia bevuto il cervello? Dopo il flop di Confessioni di una Mente Pericolosa (assolutamente immeritato, secondo me) uscirsene con un film impegnato che narra la storia di un giornalista realmente esistito, Edward R. Murrow (un impeccabile David Strathairn, già premiato a Venezia per la sua interprezione e ora candidato al Premio Oscar), che negli anni '50 osò andare contro la caccia delle streghe anticomunista del senatore McCarthy non si può certo definire una mossa commerciale vincente.

Il cinico dentro di me, dopo aver visto i due film da regista di Clooney, avanza una teoria: questo paga qualcuno per farsi girare i film. Qualcuno veramente bravo. Perchè altrimenti non si spiega: come fa un belloccio arrivato al successo come pediatra in un telefilm a diventare un regista impegnato, mai banale e con un gusto così particolare senza praticamente sbagliare un colpo?

Ma evidentemente si tratta solo di una mia supposizione: Clooney è quello che dimostra di essere, e Good Night, And Good Luck è uno dei migliori film realizzati sull'informazione negli ultimi anni, particolarmente attuale in Italia visto i rigurgiti di Maccartismo del nostro nano-premier, che accusa di comunismo latente chiunque si trovi al di fuori del suo orientamento politico (parole azzardate se riferite a Berlusconi, che in effetti con la Politica ha ben poco a che fare...).

Inutile dire che un personaggio come Murrow, che già inorridiva di fronte ai format televisivi di intrattenimento che invadevano la tv americana degli anni '50, probabilmente sarebbe diventato un terrorista di fronte alla situazione dell'informazione ai giorni nostri. Ma lasciamo da parte la retorica: Good Night, And Good Luck, nonostante l'argomento trattato, è un film che scorre tranquillamente con i suoi 90 minuti di durata, non certo un mattone filosofico sulla libertà di informazione, senza per questo risultare privo di significato.

In poche parole: io ve lo consiglio, caldamente. Sta a voi poi decidere se vederlo o continuare a credere che George sia solo un losco figuro che si presenta alle feste sprovvisto di Martini...

Sei Connesso?

Marzo 15th, 2006

Per chi si chiedeva che fine avessi fatto: si, alla fine mi hanno liberato da quella "magnifica stanza al quarto piano con vista panoramica su Villa Torlonia", e sono tornato ad occupare il posto centrale nella mia stanza, quella zona che va dalla sedia di fronte alla scrivania al letto.

Perchè allora i miei contributi al blog sono diminuti, per così dire, drasticamente nelle ultime due settimane? Fatevi i caz...
Scherzi a parte, non entrerò nei particolari, ma vi basti sapere che uno dei farmaci di "mantenimento" che sto prendendo in questo momento è un antibiotico piuttosto pesante (per fortuna dovrei finire presto con questa roba), quel genere di intrugli meravigliosi fatti per ridurre l'essere umano allo stato di larva.

Quindi a chi mi domanda "cosa hai fatto esattamente nelle ultime due settimane?" posso tranquillamente rispondere che ho impiegato proficuamente il mio tempo
a. dormendo (7/10)
b. guardando il soffitto (2/10)
c. viaggiando da e verso l'ospedale per i controlli di routine (1/10)

Oggi torno a scrivere, visto che con la riduzione della dose di antibiotico qualche forza è tornata almeno negli arti superiori: domani potrei addirittura camminare fino alla cucina per saccheggiare il frigorifero!

E già che ci sono posso smentire le auree notizie che circolavano da giorni riguardo alla ormai-quasi-definitiva reunion dei Genesis: si è trattato dell'ennesimo malinteso, smentito tanto per cambiare dal management della band, come è possibile leggere sul forum di www.genesis-music.com
Peccato per chi, come me, sperava di vedere i cinque di nuovo insieme almeno in studio, a lavorare su qualcosa di nuovo (e perchè no, in tour, visto che molti hanno mancato i loro storici concerti nei primi anni settanata).
Sarà per il prossimo secolo?

Come Bistrattare Un Film

Febbraio 26th, 2006

Howl's Moving Castle

Un doppiaggio eseguito male può rovinare un film, soprattutto se si tratta di un film di animazione. E soprattutto se il regista è Hayao Miyazaki, arrivato alla fama internazionale da qualche anno a questa parte grazie ad una serie di riconoscimenti nel mondo del cinema (il trionfo di Princess Mononoke al Festival di Cannes e l'Oscar vinto dal successivo Spirited Away, tradotto in Italia come La Città Incantata).

Ebbene, Il Castello Errante di Howl, uscito nel nostro paese proprio in questi giorni in una lussuosa edizione con doppio dvd e fotogramma originale del film incluso (merito della Medusa, visto che le edizioni Buena Vista sotto questo punto di vista erano decisamente più... spartane), è la dimostrazione che anche affidarsi a (presunti) espertoni della cultura nipponica può essere una scelta deciamente infelice.

Si è spesso detto che nelle precedenti opere del regista la traduzione italiana è stata resa in maniera estremamente semplicistica, per far fronte al target piuttosto giovane al quale l'animazione è in generale indirizzata. In questo caso, invece, assistiamo al processo opposto: una traduzione al limite del feticismo, che ricorre fin troppo spesso a termini arcaici e desueti per non "snaturare" il senso originale del film, ottenendo il risultato opposto: quanti bambini, o comunque ragazzi, riusciranno a seguire un film in cui i personaggi se ne escono con battute come "Dannazione, sono gli sgherri della strega delle lande!" o "Aiutami, Sophie continua a bistrattarmi!"?

Inizialmente avrei voluto scrivere questo articolo come uno sfogo aperto contro i già citati feticisti del significato, mentre alla fine ho deciso di utilizzare toni più moderati. Quindi tenterò di rendere il mio concetto semplice e chiaro.

Io sono sempre stato d'accordo riguardo al trasporre in modo più fedele possibile il significato originale, quando si parla di animazione giapponese. Dopo anni di traduzioni oscene su Mediaset le prime serie andate in onda su MTV sono state una boccata d'aria fresca. Ma ora mi sembra che si stiano sorpassando i confini: a costo di rendere quel "significato originale" le traduzioni diventano sempre più incomprensibili e fuori dal loro contesto.

Cosa comporta questo? Che, mentre i fans del genere continuano a vedere le serie in lingua originale con sottotitoli amatoriali (per modo di dire, visto che al giorno d'oggi molti fansub possono essere considerati più accurati delle versioni ufficiali) diminuisce ulteriormente l'incentivo che porta la gente ad appassionarsi all'animazione.

A questo si aggiungono i prezzi proibitivi che in Italia accompagnano questo settore: tanto per citare una delle tante truffe proposte dai publisher italiani che si vantano di portare "animazione di qualità" nel nostro paese, un dvd di Inuyasha, la mediocre serie in onda su MTV (Takashi agli sgoccioli), contenente ben due episodi da venti minuti ciascuno costa, di catalogo, quindici euro. Proviamo a calcolare allora il prezzo di una serie completa di ventisei episodi... quindi moltiplichiamo per tre, il numero delle serie attualmente disponibili dell'anime. Sono un pacco di soldi.

Per farla breve: sarebbe un bene per tutti se certe persone la smettessero di farsi troppe seghe mentali sul significato di una parola posizionata all'interno di una frase. L'animazione in Italia è stata per troppo tempo associata unicamente all'infanzia, ma ultimamente si sta scavando una propria nicchia ancora più profonda, e questo non può che far precipitare ulteriormente un mercato già stagnante.

The Eels - Live at Town Hall

Febbraio 23rd, 2006

Eels Live at Town Hall

Se c'è una cosa che Mark Oliver Everett (in arte E) sa far bene, questa è sicuramente sorprendere il suo pubblico. Nel corso degli anni la sua creatura, gli Eels, sono passati attraverso una serie infinita di trasformazioni, dal trio psichedelico degli esordi agli arrangiamenti orchestrali di Electro-Shock Blues e Daisies of the Galaxy, senza tralasciare il rock più grezzo fatto di chitarra, basso e batteria.

Tutto questo è testimoniato nei precedenti lavori dal vivo della band, sfortunatamente poco accessibili in quanto distribuiti unicamente via internet o con famigerati ordini postali. Ma all'ultima creatura dal vivo della band tocca un futuro diverso: grazie alla Vagrant Records arriva la distribuzione internazionale, che porterà Live at Town Hall nei negozi di dischi di tutto il mondo.

E questa è sicuramente cosa buona e giusta, vista la innegabile qualità di questo disco (presto accompagnato anche da un dvd, contenente una quantità di materiale maggiore rispetto alla versione audio) che presenta la band in una forma completamente inedita. Se di band si può parlare, visto che dell'organico originale è presente il solo E, accompagnato da una ensemble di sei elementi (alcuni dei quali avevano preso parte alle registrazioni dell'ultimo album).

La scaletta, piuttosto vasta (22 sono i brani presenti nell'album) spazia attraverso dieci anni di storia della band fino ad arrivare, con particolare riguardo, all'ultimo mastodontico lavoro datato 2005 (Blinking Lights And Other Revelations, un doppio cd costato ad E ben 4 anni di lavoro), lasciando spazio anche per qualche cover.

Eels With Strings

Eels With Strings recita la copertina, perchè in effetti sono proprio gli strumenti ad arco i veri protagonisti di questa performance: i musicisti sono tutti polistrumentisti di tutto rispetto, ed imbracciano senza problemi 3-4 strumenti diversi anche nell'arco della stessa canzone, dando dimensione completamente nuova a molti pezzi.

Scompare praticamente la parte ritmica, affidata di tanto in tanto ad una batteria estremamente ridotta nei pezzi più concitati (come il singolo tratto dall'ultimo album, Hey Man). E nonostante questo mi provochi un bel dispiacere (Butch, il batterista "fisso" della band fino al penultimo album, dava un apporto ben saldo alla resa live), è comprensibile: una batteria fissa avrebbe stonato in questo contesto, soffocando gli strumenti più "delicati".

Insomma, Live at Town Hall non è sicuramente l'ennesimo album dal vivo arricchito di arrangiamenti orchestrali: può risultare piuttosto ostico all'ascolto, soprattutto le prime volte, per le sue sonorità sperimentali, la voce ruvida di E, e gli arrangiamenti piuttosto bizzarri, ragion per cui non me la sento molto di consigliarlo a chi della band non ha mai ascoltato nulla.

Per chi invece ha apprezzato i lavori precedenti di E e compagni, il disco è più che consigliato: Novocaine for The Soul, Suicide Life, Flyswatter ed Hey Man valgono da sole il prezzo del disco. Soprattutto se vi sono piaciute le atmosfere di Blinking Lights.

Per informazioni sulla band potete visitare l'esauriente fansite italiano a loro dedicato (Si! A volte succede che i fansite italiani siano ben fatti ed esaurienti! Ci credereste?) all'indirizzo EelsItalia.com.

:: Pagina Successiva >>

Chi sono? Non credo di essere la persona più adatta per fornire una descrizione obiettiva di me stesso.

Cosa faccio? Finito con risultati entusiasmanti il liceo scientifico, sono bloccato in un paradosso temporale a causa di una malattia noiosa. Nell'attesa che il mio midollo ritrovi la retta via infesto la rete, scrivo cavolate e imparo a colorare con Photoshop.

Cos'è questa roba? Un blog/deposito contenente pensieri in ordine sparso, forografie, vignette e abbozzi musicali.

Visita la Gallery!

| Next >


Luglio 2010
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
<<  <   >  >>
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31  

Cerca

Categorie


Altro

Syndicate questo blog XML

What is RSS?

powered by
b2evolution

Licenza Creative Commons
Questa opera e' pubblicata sotto una Licenza Creative Commons.